IMPIANTO DI PIROLISI PER IL RECUPERO ENERGETICO

PROGETTO TECNICO

Per  comprendere i flussi del materiale possiamo suddividere sommariamente il processo di trasformazione dello stesso in tre macro fasi di riferimento, che sono:

  1. Pre-trattamento del materiale “residuo pulper”.
  2. Pirolisi del meteriale “residuo pulper” pre-trattato.
  1. Combustione, Produzione di energia termica e Trattamento dei fumi.

 

  1. Pre-trattamento del materiale “residuo pulper

In ragione della caratterizzazione fisica del materiale “residuo pulper”, ed in particolare in ragione della presenza della “treccia” e in ragione della pezzatura della “frazione plastica” e della “frazione carta”, il materiale “residuo pulper”, prima di essere inviato all’essiccatore ed al reattore di pirolisi, deve essere “triturato” fino alla pezzatura di 2,0 cm e deferizzato.

  1. Pirolisi del materiale “residuo pulper” pre-trattato

Il materiale pretrattato è “pirolizzato” in un reattore di tipo “advanced fast pyrolysis”, laddove ha luogo la conversione termico-chimica del materiale in n. 3 sotto-prodotti combustibili (“gas di pirolisi”, “condensabili di pirolisi” e “sostanza carboniosa di pirolisi”) attraverso la scomposizione molecolare per semplice apporto di energia termica in assenza di aria comburente, e quindi di ossigeno, realizzato attraverso un sistema di scambio termico indiretto tra il materiale “residuo pulper” ed un flusso di gas caldo prodotto dal bruciatore ausiliario alimentato a gas metano.

  1. Combustione, Produzione di energia termica e Trattamento dei fumi

I tre sotto-prodotti della pirolisi sono caratterizzati da differenti Poteri Calorifici Inferiori (nel seguito P.C.I.); inoltre, i “condensabili di pirolisi” contengono praticamente tutta l’acqua che è rimasta nel materiale “residuo pulper” dopo l’essiccazione, mentre la “sostanza carboniosa di pirolisi” contiene praticamente tutte le ceneri incombustibili originariamente contenute nel medesimo materiale “residuo pulper”.

Il processo per lo sfruttamento energetico dei n. 3 sottoprodotti della pirolisi si articola:

 

  1. nella “post-combustione” del flusso di gas combustibile per ottenere il mantenimento dello stesso allo stato termico superiore a 850 °C per almeno 2,0 secondi;
  2. nella iniezione nel sistema di combustione e di post-combustione (ai fini di “recupero energetico”), rispettivamente, dei flussi di aria calda e di gas caldo generati dal processo
  3. nella “generazione di vapore” per mezzo di un sistema di scambio termico (“caldaia”) a tubi d’acqua;
  4. nel “trattamento dei fumi” ai diversi livelli del processo di combustione e di raffreddamento per scambio termico e mirato al rispetto dei limiti di concentrazione di sostanze inquinanti imposti dalla vigente normativa;
  5. infine nella “raccolta e smaltimento” delle ceneri incombuste.